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Ridere per natura

“Drink’n’Think”, la stand-up ecology per sensibilizzare sulla crisi climatica

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24 luglio 2024

Abbiamo fatto qualche domanda a Emiliano Ippolito, uno dei protagonisti della rassegna MUSE “Drink’n’Think. L’aperitivo che ispira”. Grazie alla stand-up comedy, Emiliano ha trovato un modo tutto suo per parlare di scienza, raccontando il mondo naturale e le sue (dis)avventure di giovane naturalista.

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Nasci come scienziato o come comedian?

Sono sempre stato appassionato di materie scientifiche, fin da piccolo. Alle superiori andavo forte in chimica e biotecnologie e all’università ho fatto due anni di fisica. Poi ho smesso e ho fatto altro nella vita, ma è rimasta intatta la grande passione per la scienza. Mi sono approcciato anche alla fotografia naturalistica, in particolare al mondo delle macro, e ho aiutato nei campionamenti degli anfibi del Piemonte.

Il mio interesse verso la scienza si è stranamente integrato con il mio lavoro di direttore di produzione di eventi culturali: facciamo divulgazione e stand-up comedy, intendendo la scienza in senso lato. Ci buttiamo dentro anche materie più profane.

La passione per la stand-up comedy, invece, da dove viene?

Ho iniziato quando ero ancora minorenne con l’improvvisazione teatrale e mi sono subito divertito. Poi è arrivato il Covid, un disastro per noi creativi. Mi sono sentito messo alle strette, allora ho iniziato a scrivere: i primi monologhi erano raccapriccianti, devo riconoscerlo. Dopo una scuola a Torino ho iniziato a fare serate e ci ho preso la mano. Si migliora facendo, come qualsiasi altra cosa, penso. Ed eccomi qui.

Cose belle e cose brutte della stand-up comedy?

Iniziamo da quelle belle, che sono molte di più. Ha il grande vantaggio, come tutte le arti comiche, di avere una funzione catartica: si va in scena portando i nostri drammi e si cerca di riderne insieme. È una sorta di liberazione, sia per l’attore che per il pubblico. Un altro aspetto grandioso della stand-up comedy è che può dar voce a temi percepiti generalmente come scabrosi e antisociali in uno spazio protetto, esorcizzandoli ne usciamo tutti quanti alleggeriti.

Il rovescio della medaglia è un aspetto più sociologico. In questo momento storico c’è tanto intrattenimento e certamente c’è anche tanta gente che vuole essere intrattenuta. Ecco, quindi, un fiume di divulgatori-intrattenitori scientifici. Non è detto, però, che tutto questo si trasformi in una professione o in un cambiamento di vita concreto. Ho la sensazione che dopo l’università si preferisca diventare divulgatori invece che biologi: non c’è niente di male, ma servono anche i biologi. La ricerca, quella che ha a che fare coi dati, in questo momento storico forse è penalizzata.

Come hai conosciuto gli altri comedians del progetto?

Si può dire che li conoscevo almeno di fama da quando ho iniziato a bazzicare il giro dei comici torinesi. Ci siamo incontrati davvero grazie al progetto “Stand-up Ecology”, promosso da Lorenzo Carbone di Casa dell’Ambiente. Da quanto ne so, mi hanno visto su Instagram e gli sono piaciuto.

Senza farci troppi spoiler, di cosa ci parlerai?

Sicuramente parlerò di alberi, di WWF, di parassiti, ma soprattutto di un anfibio che mi sta tanto a cuore chiamato pelobate fosco, che ha inquietanti somiglianze con i trentenni di oggi che non fanno figli.

 

Emiliano è protagonista di un appuntamento di Drink ‘n’ Think, mercoledì 24 luglio 2024.
I prossimi appuntamenti della rassegna “Drink’n’Think” si terranno mercoledì 31 luglio e 7 agosto, dalle 18 alle 21, nel giardino MUSE.

  • Scopri tutto il programma di Drink 'n' Think

Articolo di

Diego Sala
Ufficio Programmi per il Pubblico

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